Biografia
Mi chiamo Joël Duranti, ho 20 anni e sin dall’asilo sogno di diventare macchinista. Ad oggi lavoro ancora in manovra e, nel tempo libero, mi dedico alla fotografia, un hobby che ruota proprio attorno alla mia passione per il mondo ferroviario, ed è proprio lì che nasce la mia ispirazione: tra paesaggi, ricordi di viaggio e convogli di ogni genere che attraversano la Svizzera e l’Europa.
Ho iniziato a fotografare solo all’inizio del 2023 e, come molti altri trainspotter, sento il rimpianto di non aver cominciato prima, soprattutto vedendo scomparire tanto materiale rotabile affascinante. Allo stesso tempo, però, siamo nel mezzo di un’evoluzione storica del mondo ferroviario, e questo offre infinite occasioni per immortalare ciò che presto sarà memoria.
Per me la fotografia è questo: fermare il tempo al momento giusto. Cerco sempre la qualità più che la quantità, puntando a scatti unici, difficili da replicare, realizzati in condizioni particolari o irripetibili. È questo, secondo me, che rende una foto davvero speciale.
 
"Un perfetto mix tra fortuna, avventura e creatività"
 
 
Fare trainspotting non è semplice. Richiede pianificazione, attenzione ai dettagli e la ricerca del punto giusto con la luce ideale, tenendo conto di mille possibili imprevisti. Spesso ci si ritrova in situazioni scomode o al limite, ma con la giusta passione questo hobby sa regalare emozioni intense e ti porta in luoghi e momenti che, altrimenti, non avresti mai scoperto.
 
 
I miei scatti che ritengo più speciali o interessanti:
 
 
Nevicata? Oberalp!
Un susseguirsi di giorni con precipitazioni, portano allo svelamento di un paesaggio idilliaco con la prima giornata di sole nella zona di Andermatt verso il Passo dell'Oberalp in un mix perfetto tra cielo sereno, neve fresca, calore e divertimento.
Il vento in alta quota permette un cielo con la quasi totale assenza di nuvole spazzate velocemente via e allo stesso tempo il vento lieve presente in basso e l'innalzamento della polverosa neve, creano stalattiti di ghiaccio sui musi dei treni rendendoli un tocco più interessanti.
Con non poca fatica data dallo sprofondamento continuo in circa 155cm di neve, colgo l'occasione per visitare diversi punti fotografici che da tempo adocchiavo tra Nätschen e la valle che si apre prima dell'Oberalppass.
Seguendo la pista che scende ad Andermatt è possibile ricadere in diversi punti fotografici con il quale si può dare valore ai pini carichi di neve, che spesso si liberano di quest'ultima nell'arco di pochi giorni.
Mentre addentrandosi nella vallata si possono facilmente adocchiare gli effetti che le raffiche di vento riportano sulla neve creando dei disegni scolpiti un po' come accade nel deserto.
 
 
La regina delle BoBo in un alba autunnale
La sera del 29 ottobre, ancora in vacanza, arriva l'indecisione su cosa fare l'indomani, finché dal PC non leggo che la 420 109 avrebbe trainato l'EuroCity transalpino (EC163) da Zurigo a Buchs.
Non avevo mai fatto foto a questa locomotiva anche se l'ho sempre desiderato e tantomeno fatto fotografie in questa zona, di conseguenza sono poco a conoscenza della posizione del sole e di quanto illumina in questo periodo. Fortunatamente a fine Ottobre è ancora possibile fare la foto a Unterterzen poiché il sole esce proprio poco prima del passaggio del treno, tanto che come si può notare il prato è ancora per la maggior parte ombreggiato.
 
 
Occhio ai serpenti!
Primo giorno in Croazia, ed ecco che un altro paese si aggiunge alla lista dei visitati.
Le temperature arrivano facilmente ai 40 gradi e questi 3 giorni di trainspotting in Croazia me li immaginavo in generale più semplici...ma così non è stato!
Le ferrovie croate soffrono di forti ritardi anche data l'infrastruttura parecchio datata e con sistemi di lavoro lenti, inoltre essendo per la maggior parte una linea a binario semplice vanno sempre attesi gli incroci dei treni.
Per la prima volta mi trovo a fare trainspotting senza alcuna informazione, gli unici orari del quale ero a conoscenza erano quelli dei treni passeggeri, che però passano di norma anche fino a 2-4 ore di ritardo, fa eccezione il locale Split-Perković che è abbastanza puntuale ma con cadenza scadente.
Questo merci colto di sorpresa, salva questo punto fotografico poco dopo Sadine pianificato inizialmente per il primo diretto verso Split (passato 2 ore dopo), riuscendo a passare con gli ultimi raggi di sole accettabili prima di avere il lato completamente in ombra.
 
 
Festa della mamma
=
Trans Europ Express
Ogni anno alla festa della mamma SBB Historic organizza un viaggio con il Trans Europ Express; per il 2025 avrebbe viaggiato da Olten sino a Sciaffusa, passando da Zurigo, Rapperswil, Winterthur e facendo ritorno via Eglisau, Winterthur, per completare l'anello tornando fino al punto di partenza.
I posti fattibili con una buona luce durante tutto il giro, sono effettivamente limitati, così decido di andare in quello che reputavo più carino, situato nella frazione di Germania che il treno attraversa sulla linea Eglisau - Sciaffusa, precisamente tra Lottstetten e Jestetten.
Non adoro questa tonalità verdognola che incide sullo scatto, ma a ripagare questo lieve scompenso sono le nuvole, che sparse in questa forma appaiono al meglio di loro ed è stato come sempre bello assistere al raro passaggio di questo convoglio.
Il TEE (RAe II 1053) infatti lo si può vedere 1-2 volta all'anno circa, se non per qualche eccezione, come quest'anno, che in vista del giubileo della ferrovia a cremagliera del Rigi sarà nuovamente in circolo sino ad Arth-Goldau.
 
 
Esistono locomotive più belle delle EP-07 retrò?
La Polonia è parecchio imprevedibile a livello meteorologico e nonostante gli svariati programmi sulle previsioni, di quelli più e meno precisi, non si riesce facilmente a pianificare un giro in modo abbastanza sicuro.
Infatti nonostante le previsioni previste buone, il risveglio di questa giornata avviene di mattina presto nella cittadina di Jelenia Góra e da subito presenta una fitta nebbia che non sembra migliorare con il levarsi del sole.
Dopo un andata e ritorno fallimentari fino a Wojanów, avendo perso già 2 ore nel tentativo di fotografare una EP07 alla fine transitata nella nebbia, incomincia la confusa decisione sul da farsi nel resto della giornata.
Fortunatamente si scopre che una delle EP07 dotate di livrea retrò, più precisamente la 442, avrebbe guidato un PKP IC da Gdynia a Zielona Góra e molto probabilmente in serata sarebbe tornata al punto di partenza, ma non prima di aver fatto andata e ritorno a Poznań.
Così, 2 punti fotografici riescono ad essere pianificati all'ultimo momento, in base alla posizione del sole e allo stato del punto interessato, osservato dal finestrino del treno.
L'obbiettivo era chiaro: trovare uno dei tanti campi di colza in una buona posizione di luce per cercare di catturare la loc interessata in un buon contesto primaverile. È stato un momento intenso a livello psicologico dato il lungo tratto da percorrere a piedi in poco tempo, la continua presenza di nuvole davanti al sole e il treno in aumento di ritardo senza sapere precisamente dove questo si trovasse. Infine la fortuna ha deciso di illuminare questo momento dandomi la possibilità di ottenere credo uno dei miei scatti più belli, della loc che forse più di tutte desideravo fotografare e che alla fine si è rilevata l'unica fattibile in questi 9 giorni spesi all'estero.
 
 
Grosser mythen, kleiner mythen, Domino.
Finito il giro sul Gottardo e finita la luce nella maggior parte degli spot per via delle montagne, arriva l'indecisione su dove sfruttare un ottima golden hour prevista nella zona di Arth-Goldau.
Sino all'ultimo sono convinto di raggiungere il lungolago di Arth sulla linea verso Walchwil, Zugo, per avere un sole duraturo sino all'orizzonte, ma all'ultimo decido di tornare per l'ennesima volta a Steinen, dopo tante uscite fatte qui andate male e dove questa sarebbe finalmente stata la giornata giusta
Le sorprese per me non finiscono qui, infatti quella di oggi era una di quelle poche giornate dove nulla è andato storto, nell'arrivo allo spot fotografico di fronte al Grosser e al Kleiner Mythen, incontro casualmente Dario Häusermann, che saluto.
Un fotografo da cui prendo sempre spunto e che stimo tanto e che nel tempo ho sempre invidiato per le sue foto ben studiate e ben sviluppate.
Insieme ci godiamo un ottimo tramonto in perfetta colorazione arancione, nonostante non ci aspettassimo il muro così alto di fioritura delle pannocchie di Mais, che alla fine non si risulta fortunatamente un problema.
 
 
L'inquadratura perfetta!
Al mio risveglio a Berlino, trovo finalmente una giornata soleggiata dopo una settimana di nubi vista in Polonia ad eccezione dell'ultimo giorno.
Per me è la prima volta qui e purtroppo ho poche ore a disposizione prima di continuare il mio viaggio di ritorno, con prossima tappa a Monaco.
Diversi punti fotografici molto interessanti purtroppo erano per il pomeriggio o la sera, ma fortunatamente riesco lo stesso a fare la sosta obbligatoria per chi fa questo tipo di fotografia, a Jannowitzbrücke.
A differenza della maggior parte dei posti, questo ti permette di includere nell'inquadratura oltre al soggetto, più di un icona particolare che arricchisce il contesto. In questo caso si ha l'imponenza della torre della televisione, simbolo di Berlino, ma pure il fiume Sprea che attraversa la città, dove di tanto in tanto qualche barchetta carina da introdurre passa parallelamente alla sopraelevata ferrovia.
 
 
La mia prima e ultima foto di un RBDe BLS...
Dopo la Simmental, noto da qualche webcam che il tempo in bassa quota sembra essersi completamente aperto e liberato dalla nebbia, così mi ricordo del mio obbiettivo per il quale sono qua, gli RBDe.
Ecco che salta all'occhio il trasferimento di un materiale vuoto da Berna a Kerzers, l'unico treno fattibile da fotografare con queste ore di luce dato che sono in servizio soltanto alla mattina e alla sera, e alla mattina purtroppo la nebbia bassa non aiuta.
Mi dirigo a Ferenbalm, dove mi aspetta un ottima golden hour, nonostante il sole sia ancora abbastanza alto, ma non sufficientemente per illuminare il binario inferiore a livello del terreno, se non per la rotaia sinistra.
Non mi faccio scoraggiare troppo dalla cosa e aspetto impaziente l'arrivo del treno per avere perlomeno una rotaia ancora illuminata, e nonostante un piccolo ritardo accumulato a Rosshäusern il treno giunge in tempo per questo dettaglio.
 
 
Quando in basso è nebbioso, sul Rigi splende il sole
Da tempo il Rigi era una meta che volevo esplorare ma ogni volta non si presentava la giusta occasione, ed ecco che dopo un susseguirsi di giornate poco belle accompagnate da diversi rovesci nevosi, si presentano a catena diversi giorni soleggiati perfetti per recarsi qui e sfruttare la neve fresca che in fretta si scioglie.
Infatti dopo nemmeno 1 giorno gli alberi mi si presentano quasi del tutto verdi, se non per il lato opposto a quello maggiormente colpito dal sole, ma questo non mi scoraggia troppo e attendo quindi l'arrivo di diversi veicoli ancora di vecchia data rispetto alla quasi totale circolazione della flotta moderna sulla linea per Vitznau.
Da lì infatti è possibile godere di qualche rinforzo effettuato ancora dal vecchio materiale rotabile, ma solamente quando è bel tempo e l'affluenza lo necessita.
 
 
Ultimi attimi di un sole a 90 gradi
Già giunto all'ultimo giorno di sosta nel canton Berna, sono indeciso sul da farsi prima di tornare in Ticino.
Come obbiettivo avrei voluto fotografare i domino alla mattina in un punto fotografico situato all'uscita della galleria di Rosshäusern, ma data la continua nebbia che non lascia in pace il territorio di Kerzers, mi reco verso Thun dove questa mattina il tempo sembra essere perfetto.
Così dopo tanto tempo torno ad Einigen per provare lo spot con il Thun e il suo lago, che con questo tempo sono un perfetto retroscena alla ferrovia.
 
 
Stettino, West-Oder, EU160.
Tornato dalla mattinata trascorsa a Runowo Pomorskie, il tempo stringe e il viaggio di ritorno è a poche ore di distanza.
Avendo la prima tappa a Berlino che è relativamente vicina dalla mia attuale posizione, posso permettermi di recuperare 2 punti fotografici specifici che ho trattenuto fino alle fine in questo paio di giorni di permanenza a Stettino. Uno in particolare rappresenta bene l'architettura neogotica-rinascimentale della città, qui ripresa nei pressi della stazione centrale, con vista sul ponte ferroviario che attraversa il fiume Oder.
Qui, dopo circa 1 ora e mezza di attesa nella speranza di fotografare una coppia di EP07, oppure in singola, che purtroppo è transitata sempre verso il lato sbagliato, è stata infine catturata una delle nuove locomotive della serie EU160.
 
 
Un concerto creato dal ronzio delle api
In primavera uno dei simboli primari che ritengo più belli da introdurre nella fotografia ferroviaria, è la colza.
Non sempre si ha la certezza che dove si va essa è presente, quindi spesso si necessita del tempo per fare un sopralluogo diverso tempo prima che essa fiorisca bene oppure semplicemente per vedere se è presente.
In questo caldo pomeriggio ci improvvisiamo in un campo di colza e aspettiamo 1 regionale che purtroppo era l'unica composizione che veniva nella nostra direzione ancora in tempo per avere il muso parzialmente illuminato.
 
 
Il risveglio della natura
Grazie alle foto fatte il giorno prima, tra Arth e Immensee, scopro che l'altra sponda del lago sembra essere parecchio più fiorita grazie a qualche ora di luce in più nel quale è colpita quotidianamente in questo periodo. Infatti l'imponenza del Rigi rende ombrosa la sponda verso Küssnacht, mentre sul lato opposto del lago si ha la possibilità di ottenere una buona luce dorata nelle ore serali grazie al tramonto prolungato.
Per questo non ci penso 2 volte per sfruttare la bella giornata prevista anche il giorno successivo, tornando in questa zona ma dirigendomi questa volta verso Walchwil.
A parer mio percorrendo il tratto tra Flüelen sino a Zugo si ha uno dei scenari più belli dell'asse Nord-Sud Svizzera, dove tra montagne, laghi, case in legno, campanili e distese verdi occupate da animali liberi, si ha la classica cartolina di questo paese davanti ai propri occhi.
È proprio in questo scenario che decido di attendere un paio di spole guidate dalla Re 460 posizionata lato Zurigo verso il tardo pomeriggio.
 
 
Impossibile non sentirla arrivare!
Ed ecco che il mio primissimo viaggio dedicato al trainspotting all'estero ha inizio.
Come primissimo obbiettivo mi sono messo di scattare le locomotive della serie 754 o le cosiddette "occhialute", di České dráhy, precisamente nel tratto tra Jihlava e Zastávka, questo perché già dal 31.12.2024 la linea sarebbe dovuta essere elettrificata e resa a doppio binario, ma per via di fondi insufficienti i lavori non hanno ancora avuto modo di incominciare, ma probabilmente sarà così ancora per poco.
Come lo sarà per tutti i 9 giorni di viaggio, anche successivamente in Polonia, il tempo purtroppo non mi è venuto troppo incontro, infatti è stato un continuo annuvolarsi e spesso si avevano momenti di luce debole causata da veli nuvolosi davanti al sole.
Non per questo però sono mancati momenti di fortuna, infatti per il primo diretto verso Brno mi sono ancora goduto un cielo abbastanza sereno e con la luce perfetta per immortalare la 754 047 con le sue carrozze BDs non sempre presenti, nella stretta curva prima di entrare a Vysoké Popovice.
 
 
Semplicemente Rigi Kulm
Da tempo il Rigi era una meta che volevo esplorare ma ogni volta non si presentava la giusta occasione, ed ecco che dopo un susseguirsi di giornate poco belle accompagnate da diversi rovesci nevosi, si presentano a catena diversi giorni soleggiati perfetti per recarsi qui e sfruttare la neve fresca che in fretta si scioglie.
Infatti dopo nemmeno 1 giorno gli alberi mi si presentano quasi del tutto verdi, se non per il lato opposto a quello maggiormente colpito dal sole, ma questo non mi scoraggia troppo e attendo quindi l'arrivo di diversi veicoli ancora di vecchia data rispetto alla quasi totale circolazione della flotta moderna sulla linea per Vitznau.
Da lì infatti è possibile godere di qualche rinforzo effettuato ancora dal vecchio materiale rotabile, ma solamente quando è bel tempo e l'affluenza lo necessita.
 
 
Vapore nell'oro
È assurdo pensare che una delle mie migliori foto è stata scattata in una delle prime uscite fotografiche in assoluto, fino a poche settimane prima non avevo mai toccato una macchina fotografica...
Quel giorno arrivo a Rafz in un pomeriggio completamente diverso da quello che si è rivelato più tardi...
Trovo infatti un sole nascosto tra le nuvole e decido quindi di aspettare il treno a vapore tanto atteso, in uno spot nel quale il sole non sarebbe troppo favorevole, infatti ero proprio a faccia a faccia con il sole.
Qui il colpo di fortuna più grande di sempre!
Lentamente il sole sbuca tra le nuvole in un piccolo squarcio e illumina d'oro i prati e il paesaggio intorno a me, durante la piena Golden Hour.
Appena dopo il passaggio del treno, il sole torna ad essere solo tra le nuvole e a lasciare Rafz nella completa ombra, lasciando a me il giusto sole per un paio di minuti, per permettermi di portare a casa una foto con dei colori pazzeschi.
Ci tengo a specificare che la seguente foto ha veramente poca postproduzione nei colori e la tonalità viola in cielo insieme al giallo oro erano davvero presenti.
Un perfetto esempio di fortuna, che raramente accade, ma ne basta poca per farti commuovere....
 
 
"Transalpin"
A pochi giorni dal cambio d'orario, non mi resta che tentare di fotografare l'Eurocity 163 (transalpino) per le sue ultime volte trainato dalle Re 420.
Dal 15 di Dicembre infatti, esse verranno sostituite dalle Re 460 togliendo di fatto di nuovo altre BoBo tra Zurigo e Sargans come accaduto un anno fa con l'IC3 per Coira.
In questa gelata mattina, con ancora tanta brina e permafrost sul suolo e l'innalzo della nebbia di prima mattina, è stato scattato il passaggio dell'EC163 guidato in doppia trazione dalla 420164 insieme alla 420197 nei pressi della stazione di Sargans, prima di raggiungere Weite e continuare il suo viaggio verso Buchs dove vi sarà il cambio loc che porterà il treno a raggiungere Graz tramite la Taurus ÖBB.
 
 
Una livrea destinata a scomparire
Il secondo giorno in Repubblica Ceca sembra partire con un ciel sereno, contrariamente a quanto previsto dai servizi meteorologici, molto bene!
Abbandono di corsa l'hotel a Jihlava e senza perdere un attimo mi reco in treno a Horní Cerekev.
Sono finito qui per cercare di scattare le locomotive 242 di České dráhy ancora in vecchia livrea beige-arancione, che stanno pian piano scomparendo lasciando spazio al nuovo design biancoblu simile alle carrozze.
Fortunatamente si ha ancora occasione di vederle, ma non si sa quanto questo possa ancora durare, e così decido di camminare dalla stazione di arrivo sino a poco dopo il villaggio di Horní Ves, per raggiungere dei posti prestabiliti.
La nebbia è ancora molto bassa e il suolo presenta una quantità immensa di rugiada, contesto buono per l'imminente arrivo della 242.213 che da České Budějovice traina il treno R 653 sino a Jihlava per lasciarlo in seguito nelle mani della 754 che lo porterà fino a Brno.
 
 
Verso l'addio degli 8/8
Con l'arrivo del nuovo materiale rotabile fornito da Stadler, la fine degli 8/8 diventa sempre più una certezza. Dopo anni di incomprensioni, dove gli 8/8 dovevano uscire dal servizio già diverso tempo fa, ancora oggi è possibile vederli di regola su 4 treni al giorno tra Locarno e Domodossola. Quest'anno però dovrebbe essere definitivamente l'ultimo, e quindi anche l'ultimo autunno in cui è possibile fotografarli, in quanto con l'entrata in servizio del nuovo treno nel mese di Marzo, uscirebbe dalla rotazione.
Decido quindi di recarmi a Corcapolo soltanto verso metà Novembre così da sfruttare i colori spremuti al massimo dalla natura, dove le ultime foglie sopravvissute sui rami prendono un colore forte e acceso.
Purtroppo con il drone avendo anche poca esperienza di utilizzo, non ho ancora imparato bene a fotografare i treni al momento giusto, in quanto a differenza della macchina fotografica che è istantanea, tra radiocomando e drone c'è un leggero ritardo nello scatto e la fotografia ci mette più tempo ad essere salvata sulla scheda. Di conseguenza non riesco a fotografare l'8/8 al centro del ponte come avrei voluto, ma me lo faccio andare bene.
 
 
Definizione di paesaggio idilliaco:
Quale miglior modo per trascorrere il compleanno se non decidere di soggiornare nei grigioni con previsioni meteo brutte e trovarsi tale spettacolo. il regalo di compleanno datomi dalla natura è stato inaspettato e incredibile. L'Engadina e i suoi larici sono l'essenza dell'autunno più forte e più emozionante che io abbia mai visto.
Così, di prima mattina, con l'alzarsi della nebbia e lo scaldare del sole, decido di recarmi a Bever, dove si può avere un occhiata favolosa sulla vallata che porta a Spinas.
In seguito continuerò il mio viaggio prima a S-Chanf poi a Madulain, per giungere a diversi punti fotografici pianificati.
In serata, concludo questo primo giorno ricco di colori per gli occhi e di profumi accesi della natura in mutamento a Pontresina, dove ai confini dei boschi locali gli animali ti vengono in contro senza paura. Infatti nella lunga attesa tra i treni è possibile fare compagnia con uccelli e scoiattoli in cerca di cibo e viveri per la preparazione al lungo e gelido inverno.
 
 
Un ritorno al passato durato 1 anno
Un anno esatto è trascorso dal deragliamento del treno 45016 che viaggiava da Chiasso Smistamento verso Mannheim Rangierbahnhof.
I 7km di galleria danneggiati sono stati riparati e la riapertura totale della GBT è sempre più vicina.
Se da una parte torna il sollievo di attraversare il Gottardo in modo rapido, dall'altra tornerà a mancare il traffico sulla linea storica di montagna, lasciando i binari unicamente a treni della SOB e qualche eccezione qua e là.
Ecco che per questo, cerco di recuperare ancora qualche scatto nella zona di Wassen e di Gurtnellen in una giornata favolosa dopo mesi di nuvole e di piogge scarse dove purtroppo non ho avuto occasione di pubblicare foto ma solamente di formattare di continuo 2 schede SD piene di uscite fatte con le nuvole e il sole nascosto fra di esse.
 
 
Un luogo rimasto fermo nel tempo
Worowo, questo è il nome di uno dei tanti luoghi nel quale senza il trainspotting mai sarei finito in vita mia.
Un posto veramente strano, nel nulla. Per me, forse perché ancora non ho tanta esperienza nel trainspotting e soprattutto nel viaggiare all'estero, dato che questo era il mio primo viaggio, è sembrato di tornare indietro nel tempo di parecchi anni.
Giunto a questa stazioncina nel bel mezzo del niente, noto la presenza dei segnali meccanici.
Solo dopo ho scoperto che vengono ancora utilizzati in molti posti ma lì per lì mi sembrava di essere 50 anni indietro. Penso che una foto con uno di questi era obbligatoria e dopo aver percorso un pezzo di bosco attendo 2 IC che avrebbero avuto in testa un EP07.
Ormai la speranza non era più che il sole sbucasse perché si chiedeva già troppo per la assurda quantità di nuvole presente, ma che ci fosse perlomeno un accenno di chiaro da poter migliorare in fase di elaborazione dell'immagine.
 
 
GoPEx sulle rive del Ceresio
Per la prima volta provo lo spot tra Lugano Paradiso e Melide, poco dopo Capo S. Martino e rimango da subito meravigliato per il perfetto scenario composto dal lago Ceresio e le montagne attorno e l'inquadratura appare come un quadro.
Attendo qui il transito del materiale vuoto del GoPEx giunto quasi alla fine della sua giornata.
 
 
TEE in fuga dal temporale
L'obbiettivo di ogni anno alla festa della mamma è molto semplice...scattare il Trans Europ Express che circola quell'unica o poche più volte all'anno in Svizzera.
Quest'anno, come l'anno scorso circa, il treno percorre la fetta di Svizzera compresa tra Olten e Yverdon les Bains, con poche deviazioni.
Decido quindi di recarmi a Soletta per provare lo spot penso più bello che si possa avere in zona, direttamente dai giardini del castello lungo il fiume che attraversa la cittadina.
Questo spot ha infatti una bellissima visuale, anche se purtroppo negli anni avviene sempre di più l'espansione dell'albero sulla destra, il che indica che se non verrà potato o tolto, si intralcerà sempre di più in questo punto panoramico.
Ho la fortuna di trovare un sole posteriore molto forte e caldo mentre davanti un cumulo di nuvole nere, pronte a scatenare un temporale improvviso che si è verficicato non troppo dopo, ma sicuramente l'aver potuto scattare in questo contrasto mi ha reso lo scatto ancor più unico....
Decido poi di proseguire poco dopo Neuchâtel, precisamente a Vaumarcus, scomodo di Domenica dato che al Weekend non si ferma nemmeno un regionale e in settimana soltanto un paio in poche ore della giornata, questo perché la linea è talmente carica di treni, che è troppo complesso inserire anche pochi servizi suburbani.
Qui però trovo un ottimo tempo, e un clima estivo mischiato tra i vigneti in fioritura e il lago che fa sempre la sua parte.
Il treno arriva sfortunatamente poco dopo il passaggio in perfetto obliquo del battello che attraversa frequentemente il lago di Neuchâtel, ma questo non è poi così un problema dato lo splendore del singolo treno in questo contesto....
 
 
Sperduto nel mezzo della Repubblica Ceca
Inizialmente avevo previsto di venire in questo posto per via della colza, ma guardandomi attorno ho subito capito che sarebbe stato impossibile trovarmela dato il poco avanzamento della fioritura in generale. Ma con il poco tempo ormai a disposizione e i pochi altri posti buoni con la luce delle 9:00, mi accontento di questa distesa un po' "asciutta" per attendere il prossimo treno, questa volta con in testa una 242 biancoblu verso Jihlava
 
 
Pochi giorni prima della valanga
Un susseguirsi di giorni con precipitazioni, portano allo svelamento di un paesaggio idilliaco con la prima giornata di sole nella zona di Andermatt verso il Passo dell'Oberalp in un mix perfetto tra cielo sereno, neve fresca, calore e divertimento.
Il vento in alta quota permette un cielo con la quasi totale assenza di nuvole spazzate velocemente via e allo stesso tempo il vento lieve presente in basso e l'innalzamento della polverosa neve, creano stalattiti di ghiaccio sui musi dei treni rendendoli un tocco più interessanti.
Con non poca fatica data dallo sprofondamento continuo in circa 155cm di neve, colgo l'occasione per visitare diversi punti fotografici che da tempo adocchiavo tra Nätschen e la valle che si apre prima dell'Oberalppass.
Seguendo la pista che scende ad Andermatt è possibile ricadere in diversi punti fotografici con il quale si può dare valore ai pini carichi di neve, che spesso si liberano di quest'ultima nell'arco di pochi giorni.
Mentre addentrandosi nella vallata si possono facilmente adocchiare gli effetti che le raffiche di vento riportano sulla neve creando dei disegni scolpiti un po' come accade nel deserto.
 
 
Dalle rive della Costa Azzurra a Parigi
Ad Anthéor-Cap-Roux si trova uno dei punti fotografici più suggestivi della Costa Azzurra: tramite un breve sentiero o direttamente dalla strada si accede facilmente a uno scenario spettacolare, dominato dal Massiccio dell’Esterel, il cui caratteristico colore arancione è simbolo della regione insieme al Mar Mediterraneo.
Il timore mio principale qui era quello di essere in anticipo con la stagione, in estate infatti il sole rimane alto e la luce è meno dorata rispetto all’inverno, ma da agosto in poi si riescono comunque a ottenere ottimi risultati.
Altra incognita da non sottovalutare sono i bus o i camper che, con il loro passaggio, potrebbero rovinare irrimediabilmente lo scatto. In questo contesto ideale, un TGV Duplex proveniente da Nizza transita puntuale in direzione di Parigi.
 
 
Szczecin + PKP
L' ultimo spot in territorio polacco sembra essere perfetto per la luce che ho a disposizione, anche se un vento abbastanza freddo sembra da poco essersi innalzato e un ammasso di nuvole corre frettoloso nella direzione del sole.
Una passerella situata un po' fuori dal centro città offre una buona prospettiva dall'alto, poco distante dalla dismessa stazione di Szczecin Wstowo.
Come ho fatto per la gran parte dei tragitti scomodi o che necessitava percorrerli nel modo più veloce possibile, sia in Repubblica Ceca che in Polonia, ho sfruttato a pieno Bolt. Un servizio simile a Uber rapidissimo ed economicissimo in questi paesi e che risulta molto comodo, ci tengo a citarlo perché in questo caso e non è l'unico, mi ha letteralmente salvato facendomi ottenere delle foto che altrimenti non avrei fatto in tempo a fare spostandomi a piedi.
 
 
GEX nelle prime nevi
Ne approfitto della splendida giornata presente nel Canton Uri, per scattare qualche foto con la neve residua nella zona di Andermatt-Hospental-Realp, mentre per Nätschen e il passo dell'Oberalp mi ha aspettato una quantità immensa di neve della notte precedente.
Non sempre capitano belle giornate, infatti questa era l'unica della settimana senza precipitazioni e in presenza del sole.
Riesco quindi a partire in tempo per fotografare il passaggio dei 2 Glacier Express pomeridiani diretti a Zermatt da St.Moritz e invece purtroppo sul passo dell'Oberalp mi trovo a fotografare soltanto i veicoli della nuova flotta "Orion" di Stadler per le MGB.
Questo non diventa un problema dal momento che il tempo mi permette di scattare foto del quale sono più che soddisfatto.
 
 
23:40 Berlino - 11:22 Coira
Dopo aver colto in pieno il passaggio della Swiss Express a Unterterzen, con le prime luci del mattino, approfittando della splendida giornata mi reco immediatamente a Walenstadt così da fare in tempo a fotografare il passaggio del ICE 4 diretto da Berlino a Coira.
Nello sfondo le imponenti montagne Frümsel e Hinterrugg dominano la pianura di Walenstadt dandole uno scenario unico e poco visibile in altre parti.
 
 
GPX attraverso la Simmental
Esattamente come il giorno precedente, la Simmental si presenta senza una nuvola.
In Autunno in questa zona capita frequentemente che in basso come sulla città di Berna, rimanga per tutta la mattinata la nebbia bassa e per questo basta recarsi poco più in alto per risolvere il problema.
Decido quindi di andare a Weissenburg, dove la creatività prende il sopravvento con l'inquadratura fotografica che si può fare con le foglie secche a terra e il ponte che attraversa il bosco ricco di colore autunnale.
Così, aspetto la 465 016 che avrebbe trainato il GoldenPass Express sino a Zweisimmen con la sua livrea accattivante mostrante i 50 anni della Stockhornbahn e nel mentre scatto un paio di Regio da Spiez.
 
 
Svizzera:
Grazie alle foto fatte il giorno prima, tra Arth e Immensee, scopro che l'altra sponda del lago sembra essere parecchio più fiorita grazie a qualche ora di luce in più nel quale è colpita quotidianamente in questo periodo. Infatti l'imponenza del Rigi rende ombrosa la sponda verso Küssnacht, mentre sul lato opposto del lago si ha la possibilità di ottenere una buona luce dorata nelle ore serali grazie al tramonto prolungato.
Per questo non ci penso 2 volte per sfruttare la bella giornata prevista anche il giorno successivo, tornando in questa zona ma dirigendomi questa volta verso Walchwil.
A parer mio percorrendo il tratto tra Flüelen sino a Zugo si ha uno dei scenari più belli dell'asse Nord-Sud Svizzera, dove tra montagne, laghi, case in legno, campanili e distese verdi occupate da animali liberi, si ha la classica cartolina di questo paese davanti ai propri occhi.
È proprio in questo scenario che decido di attendere un RABDe 500 direzionato a Sud verso il tardo pomeriggio, nel frattempo un 502 si dirige anch'esso a Sud, catturato sul bellissimo ponte situato a Mettlenhof, poco prima di Walchwil.
 
 
In uscita da Runowo-Pomorskie
Purtroppo arriva l'ultimo giorno per la Polonia e chiaramente quando giunge il momento di partire la meteo migliora e per tutta la settimana a venire è previsto sole a ciel sereno...
Il lato positivo è che perlomeno posso fare un ultima foto in campagna con finalmente una buona luce e l'IC 85106 che da poco ha lasciato la stazione di Runowo Pomorskie è un ottimo soggetto.
 
 
Giruno sul Mittlere Meienreussbrücke
Dopo aver spulciato per bene l'Oberalp il giorno prima, torno giusto un paio d'orette nella zona di Wassen per sfruttare ancora bene la neve fresca ancora presente sugli alberi e catturare i primi treni dirottati sulla linea di montagna per via dei lavori di manutenzione nel GBT.
Infatti per 11 giorni è possibile godere di circa 2 treni del traffico passeggeri a lunga percorrenza in più all'ora e di qualche raro merci, sicuramente non una chiusura risentita quanto l'incidente dell'anno prima ma un buon compromesso per pendolari e fotografi.
 
 
Prossima fermata: Intragna
Con l'arrivo del nuovo materiale rotabile fornito da Stadler, la fine degli 8/8 diventa sempre più una certezza. Dopo anni di incomprensioni, dove gli 8/8 dovevano uscire dal servizio già diverso tempo fa, ancora oggi è possibile vederli di regola su 4 treni al giorno tra Locarno e Domodossola. Quest'anno però dovrebbe essere definitivamente l'ultimo, e quindi anche l'ultimo autunno in cui è possibile fotografarli, in quanto con l'entrata in servizio del nuovo treno nel mese di Marzo, uscirebbe dalla rotazione.
Decido quindi di recarmi a Corcapolo soltanto verso metà Novembre così da sfruttare i colori spremuti al massimo dalla natura, dove le ultime foglie sopravvissute sui rami prendono un colore forte e acceso.
 
 
La BoBo e il suo Nightjet attraversano Eglisau in una calda Blue Hour estiva
Mi reco in una calda mattinata di fine Agosto, a Eglisau, con l'obbiettivo principale di fotografare i Nightjet della mattina e della sera, deviati via Eglisau-Neuhausen per via di lavori di costruzione sulla abituale Rheintalbahn.
Infatti il passaggio delle composizioni notturne guidate dalla leggendaria Re 4/4 II delle FFS su questa linea e il suo favoloso viadotto di Eglisau, diventano un ottimo motivo fotografico per gli appassionati e nostalgici legati al passato con le oramai non più presenti BoBo sull'IC4 che collegava Zurigo con Singen fino al confine tedesco tramite locomotiva svizzera e in seguito alla manovra proseguiva per Stoccarda con una locomotiva tedesca.
Il viadotto costruito tra il 1895 e il 1897, costato 980'000 franchi, è lungo 457m presenta una sezione centrale in ferro di 90 metri, e attraversa il fiume a 50 metri d'altezza riuscendo di fatto a portare la ferrovia tramite binario semplice da Eglisau a Hüntwangen-Wil e in seguito sino a Sciaffusa, oltrepassando il largo e scuro Reno in tutta eleganza.
Non calcolo che a fine Agosto alle 21 è già praticamente buio pesto, così dopo il tramonto mi trovo al buio quasi totale ad aspettare l'ultimo NJ per Berlino e penso di star facendo uno scatto pressoché inutile, ma il treno per il ritorno l'avrei atteso 40 minuti, di conseguenza provo ad attendere l'arrivo e nel mentre la macchina fotografica capta sempre meno luce.
Alzo gli ISO sino a 8000 e al passaggio del treno penso che le carrozze illuminate possano risultarsi interessanti in un contesto buio e così è stato, avendo di fatto creato uno scatto valido nonostante sul posto le condizioni erano già pessime.
 
 
A 2km di altezza dalla Galleria di Base del San Gottardo
Dopo 2 fallimenti di seguito, prima a Wassen e poi a Nätschen, uno squarcio nelle nuvole mi permette di portare a casa 2 foto decenti di un Orion con 9 minuti di ritardo sul viadotto ferroviario Val Bugnei in direzione di Sedrun.
Purtroppo mi ritrovo l'unico Orion privo di stalattiti di ghiaccio e di neve sulla parte frontale ma la neve fresca di 2 giorni prima che da contrasto al paesaggio crea già una buona atmosfera.
Il viadotto lungo 120m e alto 24m su 9 archi, venne costruito tra il 1913 e il 1925 con diverse interruzioni dovute anche alla prima guerra mondiale e messo in servizio ufficialmente dalla Furka-Oberalp nel 1926. Dopo un restauro durato all'incirca un anno dal 2000 al 2001, il ponte è, stato sottoposto ad un approfondita manutenzione della struttura e dell'aggiunta di una passerella pedonale.
 
 
Treno delle slitte verso Preda
Nonostante la ferrovia retica sia molto attraente a livello paesaggistico, per gli appassionati e i più nostalgici nel mondo della ferrovia ha perso molto materiale interessante a livello fotografico.
Per questo decido di trascorrere un paio di giorni a Bergün così da alternare la slitta e le foto al treno che le trasporta a chi è interessato a praticare la discesa.
Questo treno infatti, presente soltanto nel periodo invernale si occupa di garantire un servizio navetta orario per la pista Preda-Bergün molto conosciuta e ambita dai turisti e le persone locali.
Circa dal 21 di Dicembre sino al 16 Marzo si ha quindi l'occasione di fotografare ancora una composizione interessante guidata ancora da una Ge 4/4 II e mediante un BDt durante il ritorno a Bergün.
 
 
Ultimo anno per le EP-09?
La mattina di questo mercoledì sembra iniziare abbastanza bene a livello meteorologico, una buona occasione per qualche scatto nella colza oramai nostra alleata in Polonia.
È proprio nei pressi di Niedoradz che vengono immortalati un paio di IC trainati dalle EP09 che sembrano non avere ancora lunga vita davanti e il EN57AL 1515 di Polregio.
 
 
Compleanno a Bever
Quale miglior modo per trascorrere il compleanno se non decidere di soggiornare nei grigioni con previsioni meteo brutte e trovarsi tale spettacolo. il regalo di compleanno datomi dalla natura è stato inaspettato e incredibile. L'Engadina e i suoi larici sono l'essenza dell'autunno più forte e più emozionante che io abbia mai visto.
Così, di prima mattina, con l'alzarsi della nebbia e lo scaldare del sole, decido di recarmi a Bever, dove si può avere un occhiata favolosa sulla vallata che porta a Spinas.
In seguito continuerò il mio viaggio prima a S-Chanf poi a Madulain, per giungere a diversi punti fotografici pianificati.
In serata, concludo questo primo giorno ricco di colori per gli occhi e di profumi accesi della natura in mutamento a Pontresina, dove ai confini dei boschi locali gli animali ti vengono in contro senza paura. Infatti nella lunga attesa tra i treni è possibile fare compagnia con uccelli e scoiattoli in cerca di cibo e viveri per la preparazione al lungo e gelido inverno.
 
 
Con l'assetto variabile via montagna
La giornata soleggiata cade perfettamente per il giorno festivo dell'Ascensione, dove per il Ticino sono previsti un bel po' di potenziamenti. Infatti sono state pianificate diverse tracce di treni spola con Re 460 + EW IV + Bt e diversi ICN.
Data la grande affluenza di treni in circolazione, il CBT è stato sovraccaricato al limite massimo da treni passeggeri e treni merci tanto da dover deviare diverso materiale rotabile sulla linea di montagna del ceneri.
Su questa linea oramai dopo il 2020 e l'apertura della nuova galleria di base accoglie soltanto il passaggio dei treni regionali della linea S90, di un numero basso di treni loc e treni merci da e per Lugano-Vedeggio e di treni per o da Rivera-Bironico dove sono tenuti come riserve in caso di bisogno. Oltre a qualche manovra di Infrastruttura che si aggiunge non troppo frequentemente, il traffico rimane quindi monotono e di media cadenza.
Per questo appena noto l'occasione di questo giovedì, non ci penso 2 volte a fare un tuffo nel passato e vedere circolare sulla linea gli ICN e le 460 proprio come quando ero bambino.
Non si tratta di un episodio troppo raro, ma sicuramente non accade sempre e in ambito fotografico bisogna sperare sempre che per qualche motivo il traffico venga deviato, così da poter godere temporaneamente di quella che è ormai la ferrovia del passato, quasi completamente trasmessa oramai in un profondo tunnel oscuro e silenzioso nascosto da tutti....
 
 
404m attraverso la Leventina
Sfruttando il fatto di lavorare la notte, mi ritrovo la mattinata libera e decido di provare a recarmi a Lavorgo in quanto è prevista una buona mattinata limpida, e così è stato.
Fortunatamente, durante tutto l'arco della mia sosta, il sole è stato completamente libero dalle nuvole, nonostante nel cielo ce ne fossero diverse.
Questo mi permette quindi di avere un ricordo del traffico deviato anche da questo fantastico punto fotografico con alle spalle il passo del San Gottardo e le vicine cime da circa 3000m l'una.
 
 
MIKA su 27 archi sopra la Sarina
Poco prima di recarmi a Ferenbalm, per attendere l'arrivo dell'RBDe vuoto per Kerzers, nell'attesa del bus mi trovo a pochi passi dal lungo viadotto che attraversa la Sarina (Saaneviadukt) che con i suoi circa 27 archi passa tutt'altro che inosservato sulla pianura di Gümmenen.
Ad arrivarci a piedi non faccio in tempo, e con la macchina fotografica sarei dovuto camminare troppo lontano per il tempo a disposizione, così mando il drone con un ottima luce, in questi 10 minuti sufficienti per immortalare un paio di MIKA sul viadotto.
 
 
Oldstyle attraverso il Landwasser
L'Engadina da fiaba vissuta il giorno precedente, mi ha ipnotizzato facendomi pensare di vivere un sogno.
La natura attiva, i colori e i profumi sono un qualcosa di magnifico e di perfetto per la missione di oggi. Fotografare un BEX e un RE tra Pontresina e Morteratsch, dove tra il largo e turchese fiume e i larici che avvolgono la linea ferroviaria, ci si ritrova a fare foto a materiale rotabile in un luogo molto caratteristico e unico.
La giornata e la sosta in Engadina sarebbe purtroppo finita presto a Filisur con un ultima tappa al Landwasser Viadukt, abbastanza indimenticabile.
 
 
Da Polmengo verso sud
Da metà Agosto, superato l'anno di incidente e di irregolarità del traffico nel GBT, i primi test eseguiti con Giruno iniziano nella galleria riparata e il traffico sulla linea di montagna viene pian piano fatto fluire al di sotto del massiccio fino alla totale riapertura commerciale prevista per il 2 settembre.
Mi reco quindi al viadotto di Polmengo, dopo Faido, per cercare di immortalare il passaggio di qualche treno che non sia un Traverso.¨
Il tempo è contato e con non poca sfortuna, appena metto piede allo spot ai piedi del ponte, una perturbazione a livello nazionale colpisce diversi sistemi ferroviari e per 1 ora di sosta sotto il sole gli unici 2 treni sono stati un IR per Locarno e un Intercity per Lugano, tutto il resto del traffico è passato seguentemente con diverso tempo di ritardo e già durante il mio viaggio di ritorno.
Vado lo stesso soddisfatto, con questa foto di un Giruno ancora in discesa dalla ripida rampa sud poco sotto le elicoidali di Rodi-Fiesso in entrata a Faido, in flagrante sul ponte arcato illuminato da un caldo e acceso sole di prima mattina.
 
 
Serpeggiando all'isola di Santa Lucia
Dopo circa tre ore dall’arrivo nella riserva naturale, il caldo inizia a farsi sentire in modo abbastanza prepotente, ma l’imminente passaggio del treno per Madrid mi trattiene sul posto, indeciso su quale inquadratura adottare.
È stato però interessante osservare il cambiamento dell’aspetto dell’acqua, alle 6:00 circa, con l’alba, appariva come uno specchio perfettamente riflettente. Più tardi, con il sole ormai alto, si è trasformata in una superficie di blu scuro priva di riflessi. Questo accade perché nelle prime ore del giorno la luce radente colpisce l’acqua con un angolo basso, esaltandone l’effetto specchio mentre con il sole più in alto l’incidenza dei raggi aumenta, la luce viene diffusa in più direzioni e i riflessi si riducono, lasciando prevalere il colore naturale dell’acqua.
 
 
La Posta attraverso le alpi
I lavori di rifacimento e la conseguente riapertura a pieno della GBT sono sempre più vicini e l'incidente del 10 agosto 2023 nella galleria di base del San Gottardo, sarà tra poco soltanto un brutto vecchio ricordo.
D'altro canto però, per i fotografi appassionati, l'era dei treni circolanti nuovamente sulla linea di montagna, sta anch'essa per finire ed è quindi buono approfittare del periodo ancora di deviazione del traffico, così da avere delle foto in seguito difficili da replicare e da avere l'occasione di poter fare.
In questo caso decido quindi di recarmi nei pressi di Quinto, precisamente fuori dal paesino di Varenzo, dove nella sezione di tratta tra la stazione di Ambrì-Piotta e Rodi-Fiesso c'è l'iconico curvone ben visibile salendo appena sulle colline adiacenti ai binari.
L'obbiettivo per il quale sono venuto era il passaggio di uno Xem181, ovvero uno dei tanti treni gialli usati per la manutenzione delle gallerie di base in Ticino e che sono di conseguenza raramente sulla linea di montagna in quanto attraversano il massiccio in profondità, ma in occasione di dei test a dei sistemi di sicurezza, era necessario percorrere la tratta Biasca-Airolo.
Purtroppo il treno percorre la curva in uno dei tanti momenti d'ombra, provocata dalla grande quantità di nuvole presenti in questo pomeriggio, facendomi di conseguenza avere una foto buia che decido di non pubblicare, ma che lo stesso mi ha reso possibile di scattare altri treni ancora per poco presenti su questi binari.
 
 
Bärentritt, una sfida poco evidente...
L'obbiettivo di oggi si risulta più complicato del previsto.
Cercare di prendere un treno che viaggia veloce, in un ponticello di pochi metri, senza sapere effettivamente quando possa arrivare è una vera e propria sfida!
Il rumore dominante della cascata, toglie la possibilità di sentire il classico suono che riproducono le rotaie quando si avvicina un treno, quindi bisogna per forza consultare l'orario e fare una stima della posizione rimanendo concentrati.
Come sbuca il treno, l'otturatore fa la sua raffica e bisogna sperare nel risultato di fotografia.
Ho impiegato circa 2 ore per fare questo scatto, in quanto la linea offre soltanto 1 passaggio di un treno ogni mezz'ora, per 1 che sale e 1 che scende.
Il risultato risulta essere più che soddisfacente e la fortuna di avere un sole a favore non è da sottovalutare.